Il sole fonte di energia pulita
Energia senza inquinare com’è possibile? Con il fotovoltaico naturalmente. Tutti noi possiamo contribuire alla riduzione dell’emmissione dei cosiddetti gas serra, con l’installazione di un impianto fotovoltaico.
Con il decreto del 19 Febbraio 2007 denominato "CONTO ENERGIA" non vi sono più scuse per non realizzare del proprio impianto. I vantaggi economici sono tali che anche coloro che non fanno dell’ambiente una loro priorità si sono avvicinati a questa soluzione.
La soluzione fotovoltaica è una tecnologia collaudata i cui dati di produzione e quindi di redditività sono assodati.
Un impianto difotovoltaico vi garantisce una produttività sicura un reddito sicuro!
Noi pensiamo che le parole che meglio si adattino al nostro fare siano:
- Qualità dei materiali e apparti
- Competenza nostra, dei nostri collaboratori, dei nostri partner
- Servizio le nostre soluzioni sono “chiavi in mano”
Difotovoltaico si occupa della progettazione, della realizzazione, del collaudo e di tutta la documentazione necessaria per l’ottenimento della tariffe incentivanti.
Energia verde perché
La temperatura media della Terra, che negli ultimi 1000 anni era stata circa costante (con una leggera tendenza al raffreddamento), nel corso del XX secolo è aumentata di 0,6 gradi. In conseguenza di questo riscaldamento si sono già avute conseguenze notevoli: la copertura nevosa è diminuita del 10% dal 1960 a oggi, si è avuto un ritiro generalizzato dei ghiacciai e il livello dei mari, a causa dello scioglimento dei ghiacci polari, è cresciuto di 10-20 cm nel corso del XX secolo. è ormai assodato che la ragione del progressivo riscaldamento del pianeta risiede nell'opera dell'uomo, attraverso l'immissione nell'atmosfera di certi gas, il principale dei quali è l'anidride carbonica (indicata spesso con la sua formula chimica, CO2), l'uomo ha incrementato il cosiddetto effetto serra, un effetto già naturalmente presente. In pratica, questi gas-serra consentono alla radiazione solare di raggiungere la superficie terrestre, ma ne ostacolano parzialmente la riemissione verso lo spazio, comportandosi proprio come i vetri di una serra. L'opera dell'uomo sta rendendo questi "vetri" sempre più efficaci, con le conseguenze descritte sopra.
Per far fronte a questi sconvolgimenti la comunità internazionale ha sottoscritto il protocollo di Kyoto.
Protocollo di Kyoto
Il 16 febbraio 2005 è entrato in vigore il Protocollo di Kyoto con l'obiettivo di fronteggiare la minaccia dell'effetto serra e dei cambiamenti climatici. Sottoscritto da 141 nazioni è un tentativo di conciliare gli interessi dell'ambiente con quelli dell'economia.
Il Protocollo di Kyoto è un trattato adottato dalla comunità internazionale nel 1997, nel corso della Terza Sessione della Conferenza delle Parti (COP) sul clima, istituita nell'ambito della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite (UNFCCC). L'obiettivo è quello di rallentare il riscaldamento globale. Prende il nome dalla località giapponese, Kyoto, dove si è tenuto questo storico incontro.
Nel Protocollo di Kyoto sono indicati per i Paesi dell'Annesso I gli impegni di riduzione delle emissione dei gas responsabili dell'effetto serra (anidride carbonica soprattutto). Più precisamente le Parti (i paesi industrializzati che hanno aderito alla Convenzione Quadro) dovranno, individualmente o congiuntamente, assicurare che le emissioni derivanti dalle attività umane globali vengano ridotte di almeno il 5% entro il 2008-2012, rispetto ai livelli del 1990.
Il Protocollo di Kyoto prevede impegni di riduzione differenziati da paese a paese. All'interno dell'Unione Europea, che si è prefissa un obiettivo di riduzione della CO2 dell'8%, per l'Italia l'obiettivo si traduce in un impegno di riduzione del 6,5% delle emissioni.
UE riduzione delle emissioni
La Commissione europea ha adottato un importante pacchetto di proposte che darà attuazione agli impegni assunti dal Consiglio europeo in materia di lotta ai cambiamenti climatici e promozione delle energie rinnovabili. Le proposte dimostrano che gli obiettivi fissati l’anno scorso sono realizzabili sia dal punto di vista tecnologico che economico e offrono opportunità commerciali senza precedenti a migliaia di imprese europee. Le misure previste accresceranno significativamente il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili in tutti i paesi e imporranno ai governi obiettivi giuridicamente vincolanti. Grazie a una profonda riforma del sistema di scambio delle quote di emissione, che imporrà un tetto massimo alle emissioni a livello comunitario, tutti i principali responsabili delle emissioni di CO2 saranno incoraggiati a sviluppare tecnologie produttive pulite. Il pacchetto legislativo intende consentire all’Unione europea di ridurre di almeno il 20% le emissioni di gas serra e porta al 20% la quota di rinnovabili nel consumo energetico entro il 2020, secondo quanto deciso dai capi di Stato e di governo europei nel marzo 2007. La riduzione delle emissioni sarà portata al 30% entro il 2020 quando sarà stato concluso un nuovo accordo internazionale sui cambiamenti climatici.
Effetto fotovoltaico
La tecnologia fotovoltaica (FV) consente di trasformare direttamente l'energia della radiazione solare in energia elettrica, con un'efficienza globale tra il 16% e il 18% per una singola cella fotovoltaica monocristallina.
Questa tecnologia sfrutta l'effetto fotovoltaico che è basato sulle proprietà di alcuni materiali semiconduttori, in grado di convertire l'energia della radiazione solare in energia elettrica, senza parti meccaniche in movimento e senza l'uso di alcun combustibile.
Questi dispositivi sono fabbricati a partire da materiali semiconduttori, come il silicio (Si), l'arsenurio di gallio (GaAs) e il solfato di rame (Cu2S). In una cella fotovoltaica, i fotoni della luce solare incidente spezzano i legami degli elettroni del semiconduttore, consentendo così agli elettroni di muoversi liberamente nel semiconduttore. Le posizioni lasciate libere dagli elettroni agiscono come cariche positive e prendono il nome di "lacune". Le celle fotovoltaiche consistono generalmente in due regioni sottili, una sopra all'altra, ognuna dotata di impurità aggiunte appositamente chiamate droganti. Il risultato è che una regione è di "tipo n", avendo un eccesso di elettroni (negativi), mentre l'altra è di "tipo p", avendo un'eccesso di lacune positive. Questa struttura a 2 regioni, chiamata giunzione p-n, produce un campo elettrico interno. Quando i fotoni creano elettroni liberi e lacune in prossimità della giunzione p-n, il campo elettrico interno li fa muovere in direzioni opposte; gli elettroni si muovono verso il lato n e le lacune si muovono verso il lato p. Viene quindi generata una tensione (forza elettromotrice, f.e.m.) fra le regioni p ed n, con il lato p positivo ed il lato n negativo. Se tramite di fili si collegano il lato p ed il lato n ad un "carico", per esempio una lampadina, vi è una tensione ai capi del carico e una corrente elettrica scorre sul carico.
Celle fotovoltaiche

1. celle in silicio amorfo:
il termine amorfo si riferisce alla struttura non cristallina degli atomi di silicio. Il rendimento è inferiore a quello del silicio cristallino e, tipicamente, varia tra 5% e 10%. L’energia prodotta per Watt picco installato è maggiore confrontata con i moduli di silicio cristallino nel caso di zone con bassa insolazione.
2. celle in silicio monocristallino:
sono realizzate utilizzando un unico grande monocristallo. Grazie a questo metodo di produzione si hanno celle solari a disco, ognuna fatta da un unico cristallo di silicio. Le dimensioni standard sono 10 x 10 cm. Le celle solari in silicio monocristallino tipicamente hanno un rendimento tra il 16% e il 18%.
3. celle in silicio policristallino/multicristallino:
sono realizzate con molteplici cristalli di silicio. Siccome i bordi del cristallo potrebbero impedire il flusso di elettroni, le celle di silicio multicristallino sono solitamente meno efficienti rispetto a quelle di silicio monocristallino. La resa varia tipicamente tra il 14% e il 16%. La maggior parte delle celle solari di silicio policristallino è di colore blu.
Tipologie impianti fotovoltaici
Gli impianti fotovoltaici autonomi (stand alone) vengono utilizzati prevalentemente nelle zone isolate, nelle quali non è possibile allacciarsi alla rete elettrica. Con questi tipi di impianti l'immagazzinamento dell'energia viene garantito da batterie, con la possibilità di avere corrente in tensione continua di 12, 24, 48 V e, grazie agli inverter, in corrente alternata a 110, 220, 400 V .
L'impianto deve essere sovradimensionato per poter fornire energia anche in caso di cattivo tempo o nei periodi invernali.
Solo alcuni impianti particolari possono fornire l'energia direttamente anche di notte.
Gli impianti fotovoltaici grid connected sono allacciati alla rete elettrica e funzionano come produttori e/o utilizzatori di energia elettrica: quando l'impianto domestico (o industriale) è in sovrapproduzione di energia (cioè quando riesce a coprire il suo fabbisogno) l'eccesso viene ceduto alla società elettrica, per cui viene immesso in rete e conteggiato con un contatore "a dare" da parte della società elettrica.
Nel caso in cui l'impianto non riesca a coprire il fabbisogno di energia elettrica, come ad esempio nelle ore notturne, l'energia per gli utilizzatori viene prelevata dalla rete elettrica con contatore "ad avere". |